Woodoo Fest è giunto quest’anno alla sua terza edizione. Cinque giorni di musica, street food e attività immersi nel verde dell’Area Feste di Cassano Magnago (VA). Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Matia Campanoni, uno degli organizzatori che da anni si impegna a portare musica emergente ed artisti validi nella provincia di Varese.

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Come è nata l’idea di far nascere questa bellissima realtà?

Woodoo Fest nasce da un gruppo affiatato di persone che da anni organizza tantissimi eventi nell’Alto Milanese e in provincia di Varese. La gioia e la soddisfazione di un concerto ben riuscito, unite alle competenze di tutti noi che aumentavano col tempo, hanno portato alla voglia di affrontare sfide sempre più intriganti e stimolanti, con l’obiettivo di sviluppare un Festival che riesca ad affermarsi con personalità e innovazione nella provincia.

 

Siete arrivati alla terza edizione con degli ottimi risultati. Quale elemento o strategia non sono mai mancati fin dagli esordi?

Gli elementi che non vogliamo manchino mai sono le sfumature. Quell’insieme di piccole cose che ti rimangono impresse forse ancor di più di un concerto del tuo artista preferito. L’ambientazione, i momenti di relax, quelli di socialità e stupore.

 

Portare artisti noti e molto in voga attualmente nell’ambiente underground in una cittadina come Cassano Magnago è sicuramente una sfida. Vi ritenete soddisfatti dei risultati ottenuti?

Siamo molto contenti e fieri della line up di quest’anno. Il lavoro è stato lungo, come lunghe sono state le discussioni in merito di tutto lo staff, ma l’essere partiti in anticipo ed aver dalla nostra il fatto che organizziamo tanti eventi durante l’anno e manteniamo costanti rapporti con le agenzie di booking ci ha aiutato. In più ci permettiamo di dire che abbiamo avuto un pizzico di intuito 🙂

 

Con quale criterio sono stati selezionati e proposti gli artisti di questa edizione?

Abbiamo provato a dare un’anima al festival, cercando, pur spaziando tra tanti generi, di mantenere una linea. Una sottile ma importante attitudine di fondo per rendere in qualche modo omogenea la line up.

 

L’edizione di quest’anno è particolarmente ricca: musica, street food e molto altro. Cosa vi ha spinto a proporre un festival così variegato?

Come il punto 2, pensiamo che siano le tante sfaccettature di una serata passata nel nostro piccolo mondo gli aspetti decisivi per godersi appieno l’esperienza di un festival. Entrare a Woodoo e trovare laboratori di giocoleria, tante offerte culinarie diverse, un’area relax magica, un palco per i concerti da aperitivo, l’area artigiani, le amache, la silent disco per fermarsi fino a notte fonda, gli spettacoli col fuoco e tanto altro siamo convinti che facciano davvero la differenza.

 

Cosa ne pensate dell’offerta musicale attuale nella provincia di Varese? Pensate ci sia una buona risposta da parte del pubblico?

Durante l’estate i festival sono moltissimi e le proposte variegate. I festival collaborano tra loro e tanti giovani creano associazioni e con entusiasmo portano avanti progetti davvero importanti. Il pubblico risponde e ama questi weekend speciali vicino a casa. Mancano gli spazi durante la stagione invernale. Sono pochi i palchi e gli appassionati sono costretti a muoversi per seguire i live.

Qual’è, secondo voi, la ciliegina sulla torta dell’edizione 2016 del Woodoo Fest?

La felicità della gente che si può godere una torta che stiamo cercando di rendere buonissima.

 


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