Matt 15:14 è l’ultima fatica del trio ferrarese composto da Erica (voce), Artiom (tastiere) e Andrea (tasiere e seconda voce), in arte We’re All To Blame. È difficile canalizzare questo disco in un unico genere perché ascoltandolo ci si scontra con musicalità e generi differenti: dal rock sperimentale all’ambient, all’elettronica synth-wave dai tratti quasi cyber-punk. Un eclettismo che caratterizza la produzione dei We’re all to blame e  li rende forti e competitivi.

Il disco è un condensato di quattro tracce, quattro nuclei ben definiti ma subordinati l’un l’altro.

Si apre con Break the Circle e prosegue con Rotten World, pezzo dal ritmo robusto e vorticoso, ben contrastato dal timbro soave di Erica. Una miscela calibrata di suoni caratterizza il pezzo e prosegue nella traccia successiva: Faithless, traccia che abbraccia un terreno ambient intriso di atmosfere dark gothic e malinconiche.

Il viaggio si chiude con S.W.H. Pezzo interessante che porta alla luce una critica alla realtà fittizia, costruita e bigotta. Ci incita a non perderci  in una labirintico mondo virtuale e ci ricorda quali immense potenzialità ognuno di noi ha per apprezzare senza freni la vita. Un messaggio esistenziale che il trio in maniera abile e convincente comunica attraverso una voce robotica inserita in una trama di suoni digitali.

Matt 15:14 è un disco che si porta con se una protesta verso la società moderna e l’imposizione a vivere secondo dogmi precisi e una chiusura mentale spesso troppo implicita. Da voce ai pensieri primordiali dell’uomo, al desiderio di vivere in maniera armoniosa e lontano da una realtà corrotta e asfittica. Il disco è sicuramente un lavoro ben riuscito in cui sonorità rock e metalliche si fondono con un paesaggio elettronico e digitale. Convince dalla prima all’ultima traccia.