Il Filagosto Festival è l’evento che da tredici anni rappresenta l’estate bergamasca. Quest’anno avrà luogo da 2 al 7 agosto a Filago (BG) e come ogni anno la bella musica è completamente gratuita. Per prepararci a questi sei giorni di concerti abbiamo intervistato gli artisti che calcheranno il palco del festival. Scoprite di più su Bugo!

Diccelo una volta per tutte: ci sei o ci fai?
Sei sicura della domanda che mi stai facendo 🙂

Dopo 5 album sotto Universal sei passato a Carosello Records. Come mai questa necessità di cambiare etichetta?
Per me non è tanto importante l’etichetta perché quello che conta sono le canzoni, non chi le pubblica. Io non vivo questo passaggio come un cambiamento perché continuo a fare quello che ho sempre fatto, scrivere canzoni.

D’altronde ci hai abituato al cambiamento e questa cosa si nota soprattutto quando parli d’amore: da Spermatozoi a Che diritti o su di te, fino a I Miei Occhi Vedono. Oggi per Bugo cos’è l’amore?
Non sono cambiato, sono cresciuto: a 40 anni parlo di cose che vive un quarantenne, non sopporto chi fa l’eterno giovane parlando d’amore. Poi uno canta delle esperienze che ha avuto. L’amore muove tutto, si sa.

Cosa c’è di nuovo in Nessuna Scala Da Salire?

Non so dirlo, io scrivo canzoni, non mi pongo interrogativi intellettuali del tipo “facciamo qualcosa di nuovo”. Già scrivere una canzone è scrivere una cosa nuova. L’unica cosa che so dirti di certo è che il mio album è il miglior disco italiano del 2016!

Abbiamo parlato molto di cambiamento. Forse perché tu, Cristian, sei un artista camaleontico che cerca di sfuggire alle solite etichette appioppate dagli addetti ai lavori…

Non mi ritengo camaleontico o eclettico, non ho mai usato questi aggettivi per parlare della mia musica. Io scrivo le mie canzoni, sono rock, e dentro di me non sono cambiato mai. Poi gli altri traggono le loro conclusioni.