Pietro Berselli, un promettente cantautore con in tasca un disco molto interessante: Debole, il suo EP d’esordio. Pietro miscela il cantautorato al post rock traendone un mix equilibrato e efficace.
Abbiamo ascoltato il suo primo album, Orfeo l’ha Fatto Apposta,  che uscirà in autunno e conterrà il singolo Debole, già presente nell’EP omonimo, affiancato da molti altri pezzi a nostro avviso validi e di qualità.
L’abbiamo intervistato per conoscerlo meglio prima di godercelo in versione live alla sua tappa milanese alla Folk Enotecheria.

 

Debole è il tuo primo EP con pezzi da solista. Quanto conta per te la dimensione cantautorale ed intima rispetto ad un contesto con la band al completo? Ti ci ritrovi maggiormente?
La dimensione cantautorale dei miei brani è la loro stesura embrionale, più pura se si vuole, e non mi stancherò mai di proporli in questa loro versione. Tuttavia la loro versione vera e completa è con la band al completo, solo in questo modo emergono tutte le sfaccettature di cui sono composti e mi sto rendendo conto che anche scrivendo nuovi brani non riesco a non pensare alla band durante la composizione. In questo momento è fondamentale.

 

Quali sono state le tue principali influenze e gli artisti di riferimento?
Ho scritto i brani di questo disco in un momento in cui prediligevo più un ambiente dark e new wave ma allo stesso tempo non mancavano mai band come Tv on the Radio, Eels e i nostri Offlaga Disco Pax e Il teatro degli Orrori, ma la lista è lunga, molto più lunga, tralascerei sicuramente qualcuno di fondamentale!

 

Quanto è importante per te comunicare con il pubblico attraverso un esibizione live? Preferisci esibirti in un contesto ristretto o su un grande palco?
Diciamo che esistono due tipi di show che porto in giro in questo momento. In ambienti più adatto ad un acustico siamo io e Edoardo, il mio chitarrista, e portiamo il disco in un versione edulcorata e più intima, più lenta ma non diversamente comunicativa rispetto alla seconda versione del concerto, quella full band con basso e batteria dove l’obbiettivo rimane lo stesso, con l’aggiunta del muro di suono e la possibilità di dimenarsi un po’ di più sul palco. Sono due situazioni diverse ma entrambe fanno parte di questo disco.

 

I pezzi del tuo futuro album sono quasi sussurrati, avvolti da un’atmosfera pacata e rarefatta. Una scelta quasi controcorrente in un’epoca in cui sembra quasi che primeggia chi riesce ad “urlare” più forte degli altri. Quale è quindi la tua opinione sulla comunicazione di un contenuto attraverso la musica?
La musica, la canzone e il suo contenuto, per me sono la stessa cosa, anche nel momento in cui le parole stridono con la musica. Ogni scelta è voluta, parlare più o meno forte in una canzone può voler dire molto riguardo al messaggio che si vuole dare ma deve esserci un coscienza di causa, molti tendono a urlare per ovviare al semplice fatto che non hanno nulla da dire e questo no accade solo nella musica purtroppo.

 

Parlando invece della parte strumentale, il tuo sound è minimale e senza orpelli. Quali sono le ragioni che stanno dietro a questa scelta?
LESS IS MORE

 

Quali sono i prossimi concerti in programma? 
La prossima data imminente sarà il 21 all’AstroCLub (Pordenone) in apertura all’Officina della Camomilla e siamo molto felici di essere il 25 maggio alla Folk Enotecheria (Milano): EVENTO FACEBOOK.

 

C’è un particolare evento / festival musicale a cui ti piacerebbe prendere parte nei mesi estivi?
Non potrei sperare in altro ancora per questa estate, i ragazzi del booking di Dischi Sotterranei si fanno in quattro per me e abbiamo già qualche meravigliosa chicca in serbo per voi per questa estate!