Paolo Baldini, già bassista di band come B.R.Stylers e Africa Unite, negli ultimi anni si è imposto come uno dei produttori più interessanti del panorama musicale italiano, producendo e sostenendo gruppi come Tre Allegri Ragazzi Morti e Mellow Mood e sfoderando eclettismo e una capacità di adattarsi a sonorità diverse e nuove.

A inizio 2013 nasce il progetto DubFiles. La forza di questo progetto trova le sue radici nelle numerose collaborazioni, musicisti e voci internazionali, contando su un approccio dinamico ed un sound contaminato da generi e culture diverse.

Lo abbiamo intervistato per saperne di più sul suo lavoro di produttore discografico e sul progetto DubFiles:

Come è nato il progetto DubFiles?

Il progetto DubFiles nasce nell’Alambic Conspiracy Studio circa tre anni fa, sostanzialmente per documentare l’atto di post produzione (Dub version) che veniva svolto in tempo reale sul banco analogico. Percorrere questa tecnica sul banco analogico in un momento storico in cui le tecnologie produttive si affidano sempre di più alle soluzioni digitali è stata una scelta che in qualche modo ha sempre ripagato perché ci ha permesso di tenerci vicini alla matrice originaria di quest’arte. Da qui è nata la necessità di affidarsi al documento video per “archiviare” le performance e capire cosa realmente succedeva. Nel rivederle ci siamo accorti che conservavano un certo interesse e all’aggiungersi delle voci dei cantanti della squadra che si cimentavano in freestyle il cerchio si è chiuso.

La tua produzione mescola generi e contaminazioni diverse e punta sulle collaborazioni tra diversi artisti. Come definisci le linee guida e la scrittura di un pezzo? Quanto tieni conto della futura  dimensione live in questa fase?

Il progetto DubFiles in questo ultimo disco si è avvalso della dimensione live già nella fase iniziale della produzione, infatti tutte le canzoni sino state registrate durante performance live in cui i cantanti giamaicani si misuravano con le strumentali che venivano “dubbate” in tempo reale. Da qui si evince che sostanzialmente non c’è distinzione tra la produzione ed evento live.

Quale è il tuo approccio verso la musica reggae e la cultura in cui è radicata?

La musica reggae e la cultura musicale da cui proviene credo abbiano radicalmente cambiato la mia vita, non solo dal punto di vista musicale. Questo genere inoltre conferisce al tecnico/produttore strumenti cognitivi che permettono attraverso il Dub di maneggiare altre forme di espressione musicale pur mantenendo una certa riconoscibilità rispetto al genere che ho sposato.

Quali sono le attività principali di un produttore attualmente? Quali sono i benefici e i maggiori rischi di questa attività?

Un produttore artistico dovrebbe essere quella figura in grado di catalizzare le risorse e le capacità di una band o di un progetto musicale e convogliarle all’interno di un disco. Questo processo a volte rischia di implicare eventi che possono rendere artificiale e macchinosa la tensione musicale. Il produttore si deve far carico di rendere questi processi più naturali possibili senza vanificare la tensione artistica dei musicisti.


Ci sono artisti che hanno attirato la tua attenzione in questi ultimi mesi?

In questi ultimi mesi sinceramente no, ma spenderei volentieri comunque parole positive per definire la situazione reggae nazionale di oggi, e vedo notevolmente cresciuta la scena italiana al punto di farla positivamente pesare sul panorama internazionale.

Essere il produttore dei Mellow Mood è sicuramente una nota di rilievo. Come è nata la collaborazione con loro?

Credo di aver assistito ad uno dei loro primi concerti più di dieci anni fa e pur essendo giovanissimi ne rimasi folgorato… Credo che già da allora fosse evidente che i ragazzi avrebbero potuto fare delle cose fuori dal comune. Iniziare a lavorare con una band così giovane dall’inizio è stata forse l’esperienza più formativa per me come produttore. Adesso in più ci affianchiamo nella gestione della neonata La Tempesta Dub (costola reggae di casa Tempesta).

Ci sono nuovi progetti in cantiere?

Oltre ai lavori di produzione all’interno dell’etichetta ci stiamo impegnando alla lavorazione sul live dei Mellow Mood (con cui sono in tour al momento) e ci prepariamo a lavorare su un prossimo disco.