Il progetto Keemosabe nasce dall’incontro casuale nel maggio 2016 di quattro musicisti: Alberto-Sebastiano-Pino-Andrea, ognuno con un bagaglio di esperienze eterogeneo.
L”idea che fa scattare l’unione è quella di mettere in piedi un progetto originale.
Da subito si avviano alla composizione di brani, da cui emergono le influenze più disparate di ogni membro, dal jazz, al funk e all’hard rock, e assumono una nuova forma musicale che raccoglie tutto questo.
Spendono tutta l’estate 2016 presso uno studio casalingo immerso nella natura per poi decidere di portare il progetto Keemosabe ad un livello successivo: da settembre 2016 si trasferiscono a Londra.
Da qui prendono regolarmente parte a live, festival, sessioni di registrazione presso l’Abbey Road Institute.
Hanno avviato una campagna di crowdfunding su Kickstarter per raccogliere i fondi per registrare e produrre il loro EP d’esordio. Per supportarli cliccate sul link, avete ancora un mese di tempo!
La registrazione del primo album è prevista per  dicembre 2017, con la speranza di poter girovagare per il mondo in tour durante l’anno 2018.

Li abbiamo intervistati per conoscerli meglio.

 

Nel presentarvi parlate di una vostra visione musicale e identità del gruppo che tratta della riconnessione degli esseri umani con la natura. Come siete arrivati a sviluppare questo cardine? 

L’idea di un ritorno e di una riconnessione dell’essere umano con la Natura è nata quando Alberto (frontman e chitarrista) e Sebastiano (batterista) hanno sentito l’urgente necessità di lasciare il caos di una città tentacolare come New York e ritornare a casa, nel verde del novarese. L’incontro con Pino (bassista) e Andrea (tastierista) si evolve naturalmente in una intesa musicale profonda e una amicizia quasi fraterna: il nome KEEMOSABE significa appunto “fratelli da madre diversa” in lingua Comanche (nativi americani). Dalla ristrutturazione e la trasformazione in home-studio di una casa a palafitta su un laghetto è nato un ambiente ricco di ispirazione creativa. Qui ha preso forma la nostra missione, nel silenzio e nella tranquillità di un bosco e della fauna naturale che lo abita, che hanno influenzato i nostri testi e la nostra visione artistica.

 

Il vostro stile è eclettico ed esce facilmente dagli schemi di un genere preciso. Come mai questa scelta? 

L’ecletticità del nostro stile è il risultato della combinazione tra le diverse influenze musicali di ogni membro della band. Sicuramente il nostro continuo punto di riferimento sono i dischi con cui siamo cresciuti, che spaziano da The Dark Side of the Moon (Pink Floyd) a Grace (Jeff Buckley), da OK Computer (Radiohead) a Continuum (John Mayer), da Physical Graffiti (Led Zeppelin) a Currents(Tame Impala). Il risultato musicale? KEEMOSABE intende creare una ibridizzazione stilistica, arricchita da un groove profondo, riff pungenti e melodie Pop.

Vi siete trasferiti a Londra da circa un anno. Quali influenze a livello musicale avete assorbito o vi hanno attirato fino ad oggi?

Ognuno di noi possiede un background musicale diverso. Alberto e Sebastiano provengono dal mondo Blues-Rockabilly e hanno vissuto tre anni nella scena Jazz contemporanea di New York diplomandosi presso il The Collective School of Music. Andrea proviene dal mondo delle colonne sonore e nel suo studio nel novarese produceva diversi artisti dell’ambiente Rap/Hip-Hop locale. Pino era parte attiva della scena underground del nord Italia, esibendosi con diverse band principalmente Rock e Stoner. Insomma, generi evidentemente diversi. Esserci trasferiti qui a Londra e condividere lo stesso appartamento ci ha consentito di fondere le nostre conoscenze e di dialogare molto. Ci sentiamo cambiati e arricchiti! Ora siamo sempre alla ricerca di musica ed influenze nuove: frequentiamo spesso i locali di musica live, attirati dalle incredibili band di musica emergente londinesi (LEWN, Koder, Tai Walters, Fjokra, Duke of Wolves, Rival Karma e molti altri).

 

Quali sono le maggiori differenze, punti di forza e debolezza (se ci sono) dell’esibirsi nei locali londinesi piuttosto che in Italia?

L’unica esperienza che abbiamo vissuto con la band è stata nel suolo londinese ed è difficile per noi comparare le due realtà per il momento. Ciò che si respira a Londra è cultura e amore per la musica. Questo significa che le persone sono generalmente incuriosite da nuovi artisti e sono sempre alla ricerca del nuovo. Pensiamo che la nostra idea di creare un sound originale, che rifletta caratteristiche di stili musicali diversi, sia stata ben accolta finora a Londra proprio per questo motivo. Siamo passati dal suonare in locali piccoli e poco frequentati, a festival e serate in locali leggendari della scena londinese. La strada è ancora lunghissima, ma siamo contenti del feedback positivo che stiamo ricevendo.

Purtroppo, dal momento che il progetto è iniziato “ufficialmente” qui in Inghilterra, non abbiamo ancora suonato in Italia, ma ci vedrete presto (a novembre). Non vediamo l’ora!

 

Suonare e registrare il vostro primo EP presso gli Abbey Road Studios di Londra è una fortuna. Quali sono le vostre impressioni in merito? 

Poter mettere piede in un luogo considerato come il “tempio della musica” è già un onore per noi. Abbiamo avuto l’occasione di poter registrare nel leggendario studio 3 di Abbey Road (dove sono stati registrati alcuni dei migliori album di Pink Floyd, Amy Winehouse, Ed Sheeran e molti altri) lo scorso maggio con l’artista LEWN. L’aria che si respira lì dentro e la consapevolezza di tutte le leggende che hanno frequentato quegli stessi luoghi, caricano di responsabilità non indifferenti. Tuttavia, è stata una delle migliori esperienze della nostra vita ed è per questo che abbiamo deciso di avviare una campagna di Crowdfunding per poter registrare lì il nostro EP di debutto.

 

Dopo l’uscita del primo EP vorresti girare per i locali europei e non. Quali sono le mete e i locali in cui vi piacerebbe esibirvi?

 Dopo la registrazione dell’EP il piano è ovviamente di poterlo promuovere il più possibile. Essendo i testi in lingua inglese, la via più ovvia sarà promuoverlo maggiormente in paesi anglofoni. Per questo motivo stiamo già programmando un tour di un mese negli USA, sfiorando mete importanti, tra cui St. Louis, Denver, Los Angeles, Dallas, Nashville, Philadelphia, New York, Toronto, e Chicago. Ci piacerebbe, inoltre, poter finalmente girare l’Italia con la nostra musica, da Milano alla Sicilia, e vedere quale sarà la reazione del pubblico.

Pensando al vostro percorso finora, pensate che restando in Italia avreste potuto ugualmente realizzare il vostro progetto?

 Domanda difficile. Probabilmente no. E questa non è la classica risposta di chi si lamenta per le scarse opportunità in Italia. Noi crediamo fermamente che la nostra bella nazione sia un luogo di estrema cultura, novità musicali e fiorente talento artistico. Tuttavia, la nostra musica è senza dubbio indirizzata principalmente ad un pubblico anglofono: in parte per la scelta di scrivere i testi in inglese, in parte per il gusto musicale che si avvicina di più alle nuove tendenze anglo-americane. Ci teniamo a sottolineare che l’Italia rimarrà sempre la nostra roccaforte; puntiamo a tornare spesso, organizzare eventi e mantenere uno stretto contatto con le persone e i luoghi da cui tutto è nato.

 

La vostra campagna su Kickstarter per realizzare il disco d’esordio sta procedendo bene. Vi aspettavate un simile riscontro? In quali modi cercate di farvi conoscere e divulgare il vostro progetto?

Siamo letteralmente sbalorditi dal riscontro positivo che stiamo ottenendo dalla campagna Kickstarter. Abbiamo scelto una piattaforma estera per promuovere il nostro progetto, in modo da sfruttare i contatti che ci siamo creati nel tempo in giro per il mondo. Abbiamo raggiunto il 77% del nostro goal in soli 12 giorni: siamo ancora scioccati dal fatto che la nostra campagna è l’unica italiana sul sito kickstarter.com ed è la seconda per popolarità nella sezione musica Rock. Stiamo promuovendo la campagna quotidianamente, cercando di condividere materiale originale sui social, frequenti update e tanto, tanto, tantissimo volantinaggio per strada e nei locali qui a Londra. L’aspetto che più ci sta motivando è sicuramente il sostegno di amici e fan che ci stanno inondando di brevi video in cui ci augurano “buona fortuna”. Questo tipo di aiuto, il passaparola, le condivisioni sui social e l’entusiasmo delle persone che ci gravitano attorno sono la risorsa ed il regalo più significativo che potessero capitarci. Inoltre, stiamo raccogliendo diverse interviste su blog online e giornali cartacei.

Ringraziamo di cuore voi di Tentacoli per l’opportunità che ci state offrendo di parlare di noi e della nostra storia!

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