Abbiamo fatto quattro chiacchiere con gli artefici della serie animata Il Cartografo, ovvero gli Uochi Toki e Giovanni Succi (Bachi da Pietra) per conoscerne meglio le scelte progettuali, musicali ed i retroscena. Napo, Rico e Giovanni presenteranno domenica sera per la seconda volta in Italia la loro serie animata, un piccolo gioiellino di creatività. Sarà l’unica occasione per vederla dal vivo e nella sua interezza.

Vi aspettiamo a Bra (CN) alla serata di chiusura di Artico, un bellissimo festival di musica, arte e cinema, illustrazione e altro ancora. Oltre agli Uochi Toki si esibiranno dal vivo anche i Fine Before You Came preceduti da Noah Pax, Gianni Tetti e Cabrera. Noi ovviamente abbiamo deciso di non perderci quest’occasione d’oro!

Ma ecco l’intervista:

 

Domenica ad Artico potremmo assistere a Il Cartografo, la vostra serie animata. Come è nata l’idea di sviluppare questo progetto?

[NAPO] Originariamente pensavamo ad un videogioco con Megabaita, però, dopo aver fatto dei brevi trailer del disco-narrativo in collaborazione coi Nadja intitolato Cystema Solari, abbiamo visto che il formato animazione ci veniva più spontaneo e così ci siamo orientati sulle vicende di un personaggio di cui noi Uochi avevamo parlato in Distopi, appunto Il Cartografo. Da lì in poi è stato un aggregarsi di idee continuo. Ci abbiamo lavorato per circa 3 anni in modo diffuso e trasversale, poi dalla primavera scorsa abbiamo concretizzato.

[GIOVANNI] Per quanto riguarda la mia parte, nasce da una proposta molto indecente di Rico e Napo, ovviamente accolta al volo! Vorresti dare voce ad un cartone animato? Mi scatta il sì a priori. E poi è bello, per un eroe animato come me, prestare fiato e cavità orali ad un altro eroe animato, in un universo parallelo. Mi sento parte della categoria.

 

La decisione di mettere il vendita il dvd solo per pochi mesi ha reso Il cartografo un prodotto esclusivo. Quali sono le ragioni dietro a questa scelta?

[NAPO] Volevamo che la figura del produttore e la figura del fruitore finale si fondessero assieme eliminando tutta la retorica del target e dell’arrivare a più persone possibili in modo da poter avere tutto lo spazio di manovra possibile per tirare fuori una serie che avesse come unico limite le nostre capacità e possibilità NON l’idea di “chi se la compra?” o ancora peggio “quante visualizzazioni farà?”. Non escludo che in qualche modo Il Cartografo possa finire nel web ma a quel punto sarebbe come avere la serie in una immensa biblioteca e non in un immenso negozio che funziona a visual-coin o like-coin.

[RICO] Credo che sia proprio l’ esclusività ad averci permesso di realizzare questo sogno\progetto, il formato DVD limita le possibilità di fruizione a luoghi e situazioni auspicabilmente più adatte per i messaggi contenuti e veicolati.

 

Ci sono riferimenti culturali, stilistici o precedenti lavori che vi hanno insporato dal punto di vista visivo e/o contenutistico?

[NAPO] Si, ci sono, ma lasciamo ai fruitori l’eventuale divertimento di riconoscerli e andare a ripescarli perchè è tempo che la questione delle influenze cominci ad essere trattata in modo più realistico, tenendo conto del fatto che quelle che un autore dice essere le sue influenze sono quasi sempre opere, mentre una mole gigantesca di inspirazione viene da cose che non hanno un titolo o un autore. C’è da dire poi che quando si risponde delle proprie influenze non si fa altro che nascondere o far mostra di idee che scorrono da autore ad autore, da autore a fruitore, da libro a pellicola, da video a musica e che queste influenze da qualche parte hanno una sorgente che la disattenta lettura di un trafiletto di intervista sul web non solo non coglie, ma non sta nemmeno cercando.

[RICO] Una lista di riferimenti aiuterebbe solo a creare aspettative e questo giochino è stato già interiorizzato e osservato da molti dei nostri produttori, a tutti gli altri resterà la visione a casa di chi già lo ha finanziato.

[GIOVANNI] L’esperienza de La Morte, vissuta intensamente e lungamente anche dal vivo insieme a Riccardo Gamondi, ha sicuramente contato qualcosa. La Morte per ora è pur sempre lì che aspetta… Per ora godiamoci questa cosa.

 

Parliamo della sonorizzazione: quale è stato il workflow della sua realizzazione in relazione allo storyboard grafico?

[NAPO] Reperimento di idee—-> Concept generici di paesaggi e personaggio—-> Scrittura degli episodi—-> Registrazione della voce definitiva che faccia anche da riferimento non così approssimativo per il timing con qualche elemento di ambienti musicali—-> Reperimento delle idee visive/check possibilità di animazione—> Disegno su carta di scenari e pose—> Disegno digitale di scenari e pose—> Disegno dello storyboard—-> Animazione e montaggio del/degli episodi—-> Creazione della colonna sonora definitiva dell’episodio—-> Sonorizzazione dell’episodio—-> Chiusura dell’episodio.

[RICO] Tempesta di Idee – creazione mondo e personaggi – scrittura testi – creazione database audio (field recordings, samples, rendering di sintesi) – registrazione vocale di Giovanni Succi – creazione della bozza dell’ audio della puntata Voce e Colonna sonora (definibile anche come amplificazione audio dei concetti espressi nel testo) – Summit su come fare cosa in ambiente 3d – sviluppo del mondo 3d e delle animazioni – montaggio – sonorizzazione ambienti ed adattamento della colonna sonora al video definitivo – render dell’ episodio definitivo – Authoring DVD.

 

La voce narrante di Giovanni Succi permette di dare voce a un personaggio animato. In che modo è stata determinante nella realizzazione e nello sviluppo visivo del protagonista?

[NAPO] Prima che Giovanni desse voce al Cartografo, il personaggio era completo al 40%. Con la voce di Giovanni ho introdotto tutta una serie di caratteristiche nel comportamento e nella storia del Cartografo che fossero cucite sulla voce stessa. Se ad esempio fossi stato io a leggere i monologhi, il Cartografo avrebbe avuto altri comportamenti. Infatti il personaggio è poco più grande di Giovanni e ha già vissuto diverse fasi della sua vita, ciò nondimeno ne vive di nuove ed è pronto a rinnovarsi. La voce di Giovanni è portatrice di questo e altro.

[RICO] La musicalità della sua voce e le caratteristiche del personaggio Giovanni Succi, oltre che quelle della persona, ci hanno aiutato a definire ulteriormente il piano narrativo e musicale.

 

Il Cartografo è un prodotto che sposa l’idea D.I.Y. Quali sono stati i limiti e i punti di forza che avete riscontrato sviluppando il progetto?

[NAPO] Il punto di forza è proprio che non abbiamo limiti grazie al fatto che facciamo tutto noi. Ma il non avere limiti molte volte rende più faticoso superare l’inerzia da foglio bianco che qualcuno impropriamente chiama “panico”. Tutto qui. Anche il D.I.Y. è stato superato. Per noi non è più Do It Yourself bensì F.D.M. ovvero “Faccio Da Me”. Sono due formule apparentemente uguali solo che una è un’imperativo che funziona quando viene rivolto a qualcun’altro di conseguenza indica che chi la pronuncia sembra un “esterno al fare che da consigli “, mentre l’altra è la risposta un po’ orsa un po’ emancipata alla domanda “come hai intenzione di farlo?” o “posso aiutarti?”. E questo progetto è così: un po’ orso e un po’ emancipato.

[RICO] Solo una produzione svincolata da qualsiasi tipo di controllo esterno ci ha permesso di sviluppare in maniera armonica un progetto nuovo per ogni membro del team,
da soli in cameretta non si lavora ma si crea.

 

Ripercorrendo la vostra produzione musicale ed artistica, quali sono stati i progetti nati da maggiormente da un’urgenza di comunicare e quali sono invece nati da un concept costruito nel tempo?

[NAPO] “Urgenza” e “Comunicare” sono nemici mortali perchè la comunicazione è in grado di smussare ogni urgenza ma anche “Costruire” e “Tempo” hanno una lunga storia di abusi reciproci dato che il tempo distrugge e se sei occupato a costruire non ti concentrerai sulla comprensione del tempo. Quindi diciamo che alcuni progetti sono nati da un’Urgenza di Costruire e altri Comunicano col Tempo ovvero comunicheranno. Il Cartografo unisce tutti questi punti cardinali.

[RICO] Ogni progetto di cui faccio parte è il desiderio di voler portare qualcosa che ho amato nel mondo delle idee nella realtà, da lì arriva e raggiunto il suo sviluppo si unisce a me.

[GIOVANNI] Non saprò mai se nasca prima l’uovo o la gallina ma, di certo, senza tempo non c’è urgenza. Noi abbiamo poco tempo e molto concept. Dunque fai: concept fratto tempo, elevato a urgenza, sottrai un numero che hai pensato e moltiplica per Megabaita al quadrato. Otterrai un multiplo di tre. Periodico.

Intervista a cura di Federica Vismara