Si scrive CRLN, si legge Caroline…è una cantautrice in bilico tra indie-pop, soul ed elettronica. Giovanissima e agli esordi ma porta alta la bandiera femminile tra i boys di Macro Beats (Ghemon, Mecna).

 

Il suo primo EP Caroline, uscito il 20 maggio, ha un sound internazionale grazie alle basi di producer del calibro di Macro Marco, che le ha interamente prodotto il disco, e Yakamoto Kotzuga. Un suono ricercato, un ritmo ipnotico e aggressivo che trova pace nella raffinata voce di CRLN. Sicurezza e fragilità, contraddizioni che, se miscelate bene, danno fuori un connubbio sublime, come questo, in cui una ragazza di ventitreanni, chiusa tra le mura della sua stanza, riflette su ritorni, abbandoni, delusioni e rivincite.

CRLN

Ci siamo fatte raccontare meglio da Carolina cosa c’è dietro a questo bellissimo debutto:

Una voce eterea, pop e leggiadra ma allo stesso tempo malinconica. Ti riconosci in queste contraddizioni?

Certo! Non potevo essere descritta in un modo migliore. Alla fine il mio EP rispecchia anche il mio essere. Dolce e malinconica sono gli aggettivi che sento più miei. Credo che nelle tracce si senta.

Del tuo incontro con Marco Macro si sa che è nato da una tua proposta su Instagram. Quello che non si sa è se ti aspettavi che ne sarebbe nato un EP?

Ovviamente no. Dopo le prime volte che io e Macro ci siamo visti sotto casa, parliamo di Giugno scorso, ho dato i miei esami e poi sono tornata a San Benedetto del Tronto a passare l’estate. Continuavamo a sentirci una tantum ma io mi stavo vivendo la mia estate senza pensieri. Quando sono tornata a Roma ho capito che mi stava per fare una proposta seria, ovvero quella di entrare nel suo roster. 
Poi io non sono una persona che crede tanto in sè, quindi dopo l’ennesima battuta autoironica mi ha stoppata e mi ha chiesto di pensare in modo serio alla proposta, così mi sono ridimensionata e abbiamo iniziato a lavorare per l’EP.

Quali ascolti, se ce ne son stati, hanno influenzato l’incisione di Caroline?

Ci sono stati tanti ascolti che mi hanno però influenzata a livello emozionale e non musicale. Tra questi ho ascoltato molto i Daughter, Bonobo Raleigh Ritchie, gli XX, Shlohmo. Mi hanno dato tutti la giusta spinta emozionale che mi ha permesso di scrivere i miei testi.

Un Viaggio Senza Fine è stato prodotto da Yakamoto Kotzuga che non tradisce l’atmosfera fragile e grigia dell’intero album. E’ nato prima il testo o la traccia di Yakamoto?

È nata prima la traccia, che non era per me. Era una traccia creata e abbandonata un po’ a sè stessa. Io l’ho raccolta e le ho dato la possibilità di diventare un brano che potesse uscire dal pc di Yakamoto.

Delusioni, abbandoni, viaggi. Quanto c’è di Carolina e quanto di CRLN?

Carolina e CRLN sono la stessa persona.
Non voglio crearmi un personaggio, perchè credo di esserlo già di mio (ride).
Tutto quello che ho scritto è uscito dalla mia testa senza filtri. Mi piace essere trasparente e mi piace che gli altri sappiano chi sono, come sto, quante ne ho passate e come le ho superate.

Soul, elettronica e pop sono armoniosamente mixati nel tuo EP. Quanto è stato d’aiuto lavorare con uno dei migliori producers italiani come Marco Macro?

Macro Marco è stato l’artefice di qualsiasi cosa mi sia successa di bello da un anno a questa parte. Mi ha presa per mano, mi ha aiutato a fare i primi passi verso questo mondo e mi sta ancora aiutando a muovermici dentro.  Abbiamo scritto l’EP praticamente insieme ed è una delle poche persone che stimo davvero, quindi per me è stata e continua ad essere una bella esperienza.

Oggi avremmo l’occasione di sentirti live in Santeria a Milano. Sei pronta per i live? Ansietta?

Ma io continuo a dire che non sono pronta (ride). In verità finchè non salirò sul palco e non affronterò le mie paure e paranoie, rimarrà tutto un punto interrogativo. Non posso negare che un po’ di ansia ci sia.

 

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