Balanite è una rassegna curata da Smav Factory con lo scopo di aiutare la diffusione della musica indipendente italiana.
Balanite è la necessità di infiammare quel desiderio che riusciamo a soddisfare soltanto grazie a quei 20, 30, 40 minuti di palco.
Balanite trova un tetto allo SMAV ed un’anima nelle diverse realtà che conosceremo durante questi mesi di rassegna.

Abbiamo intervistato The Exploders Duo, Lamarck e Los Infartos ovvero i primi tre artisti che hanno inaugurato la serata per discutere con loro dell’iniziativa, delle problematiche che emergono dal fare musica live oggi e di altro ancora. Scopritene di più:

 

Avete inaugurato la prima serata di Balanite. Quali sono le vostre impressioni a caldo?

The Exploders Duo: (Gabriele) c’era poco vino.
(Daniele) una bella opportunità per dimostrare che la musica c’è, basta andarsela a cercare! Poi per quanto riguarda la nostra serata è stato davvero bello, sia per l’ottima organizzazione che per la risposta del pubblico.

Lamarck:  la gente viene per ascoltare musica e quando è così si è sempre tra amici, e poi ci sono pochi palchi fighi come lo smav in campania.

Los Infartos: lo Smav è una grandissima realtà di adesso. Balanite è stata la prima occasione per esibirci sul palco dello Smav live, è un posto favoloso.

 

Perchè è importante secondo voi promuovere e sostenere una realtà del genere?

The Exploders Duo: (Gabriele) sicuramente per creare un filo, una rete tra diverse realtà emergenti italiane. Allo stesso tempo per dare la possibilità al pubblico campano di venire a contatto con queste realtà.
(Daniele) sostenere un progetto del genere aiuta poi molte band a mettersi in mostra e a farlo proponendo la propria musica ad un pubblico interessato a proposte nuove.

Lamarck: perchè da spazio a chi promuove in modo indipendente la propria musica e gli offre un pubblico attento.

Los Infartos: il festival è un’iniziativa fantastica perchè incentiva le band che partono dal basso e che fanno musica inedita, quindi sicuramente è una bellima realtà.

 

Quali sono secondo voi le principali problematiche e i limiti che un artista si trova ad affrontare nella sfera della musica live?

The Exploders Duo: (Gabriele) Forse una delle principali difficoltà di questi tempi è sgomitare e riuscire ad emergere in questo mare magnum di gente “così seria che suona su Facebook”. La proposta è così vasta, ma non sempre di qualità, che finisce per diventare dispersiva. Certamente “la condicio sine qua non” è essere musicalmente credibili, ma non basta. Bisogna trovare il tratto d’istintivo, che poi spesso uno o ce l’ha o non ce l’ha.

Lamarck: carenza di locali attrezzati, disinteresse verso la musica indedita, presunzione di dover essere gli unici a esprimersi e quindi poco ascolto degli altri (pubblico e band), poca professionalità in alcune gestioni, la musica come contorno e non come evento.

Los Infartos: Oggi come oggi ce ne sono parecchie. La gente secondo noi rimane spesso davanti al computer al sentire musica perchè risulta più comodo che andare a un concerto live, questo è un problema grande da affrontare oggi.. Inoltre le persone spesso non sanno differenziare un lavoro in studio da una performarce live che può essere totalmemte diversa da un disco alscoltato in digitale, può essere una sorpresa. C’è poca curiosità nell’ascoltare una band dal vivo. Inoltre c’è il problema del suonare live. è sempre più difficile da parte dei locali far suonare una band per problemi economici. Poi sicuramente è un problema perchè attualmente ci sono molte più band, questo può essere un fattore positivo ma risulta negativo nel cercare locali dove suonare.

 

Ci sono dei generi musicali secondo voi più fiorenti attualmente in Italia? Quanto vi fate influenzare dai gusti del pubblico nella vostra produzione?

The Exploders Duo: (Gabriele) Tolti i generi che sono e vogliono restare di nicchia, perché altrimenti si snaturerebbero, no. Cioè, se mi dici “attualmente” sì. Ma quali sono questi generi è sotto gli occhi di tutti. Per il resto, le mode vanno e vengono, anche piuttosto rapidamente, e la musica non fa eccezione. Arriva e torna il momento per tutto.
I gusti del pubblico sono importanti per noi, ma non ci influenzano certamente in profondità, la matrice è nostra. Certamente ci facciamo guidare da alcune impressioni che ci arrivano, ma per piccoli accorgimenti che possono però risultare efficaci. Poi comunque dipende da quale pubblico.
(Daniele) sicuramente al momento non il rock’n’roll. Per quanto riguarda noi, tutto quello che nasce dai The Exploders Duo viene fuori perché piace a noi.

Lamarck: rap hip hop, folk e neo folk, pop vestito da indie, emocore. penso che l’artista deve prima di tutto essere chiaro e coerente nel linguaggio espressivo che sceglie, quindi cercare un dialogo col pubblico e non autoreferenzialità e tecnicismi sterili.

Los Infartos: si, purtroppo per noi. Il genere che facciamo non rispecchia molto i gusti dei giovani di adesso. Le nostre canzoni riprendono un genere vecchio, attualemte un po’ fuori moda che è il garage, suoni beat, soul, un genere che un po’ si differenzia da quello vhe ora va in Italia, che sia l’indie pop o il cantautorato. Questo ci influenza sicuramente però noi continuiamo a fare quello che ci piace perchè pensiamo che prima debba piacere a noi e poi al pubblico perchè se fai qualcosa che prima di tutto non piace a te risulta anche difficile farlo bene in un concerto live.

 

C’è una band/ un artista all’interno del panorama indipendente italiano che vi ha colpito particolamente o vi ha ispirato?

The Exploders Duo: (Daniele) per quanto riguarda l’ispirazione direi Verdena e Afterhours, ma non so quanto si possa considerarli oggi indipendenti. Poi chiaramente non possiamo non citare i Bud Spencer Blues Explosion, questo perché è impossibile che un duo come il nostro, che canta in italiano e che ha il nostro background musicale, non passi per quella scuola lì. Colpito vabbè, io sono stato colpito e affondato dagli Zeus quando abbiamo aperto un loro concerto l’anno scorso.
(Gabriele) Adriano Celentano è sempre stato fortemente indipendente.

Lamarck: gli artisti indipendenti che ci hanno impressionato di più negli ultimi anni sono i luminal e giovanni truppi. poi sicuramente ci sarebbero Verdena, Marlene kunz e afterhours, che anche se sono pilastri del rock anni 90/2000, e sono comunque tutt’ora considerati indipendenti, credo.

Los Infartos: a livello contemporaneo in Italia è difficile trovare un gruppo che ci abbia influenzato in questo periodo, a parte i Calibro 35 dei quali siamo appassionati. Io personalmente ho potuto ascoltare dal vivo i Winstons e devo dire che sicuramente mi hanno e ci hanno influenzato molto nella scrittura dei pezzi. Ora come ora però non ci sono band italiane a cui ci ispiriamo perchè come ho già detto prima i nostri suoni riprendono un suound Sixties quindi troviamo difficoltà a trovare qualche ispirazione da un gruppo contemporaneo.

 

Programma completo della rassegna: