Il Filagosto Festival è l’evento che da tredici anni rappresenta l’estate bergamasca. Quest’anno avrà luogo da 2 al 7 agosto a Filagosto e come ogni anno la bella musica è completamente gratuita. Per prepararci a questi sei giorni di concerti abbiamo intervistato gli artisti che calcheranno il palco del festival.

I Pesci Solubili  sono una band alternative-rock bergamasca.  Il loro disco d’esordio, Tacet, uscirà il 3 agosto in digitale e verrà pubblicato da FIL1933Group e SUPERNOVA Music. Verrà presentato live al Filagosto Festival il 7 agosto, in apertura al Teatro degli Orrori. Abbiamo fatto due chiacchiere con Andrea Mazzola, voce e autore dei testi.

Chi sono I Pesci Solubili?

I Pesci Solubili è una band nata un paio di anni fa, che pian piano si sta facendo strada nel prolifico panorama emergente bergamasco. I Pesci si caratterizzano per i loro live energici, con sonorità grezze che si alternano a momenti psichedelici e sognanti.

“Voglia di sognare un passato, un presente e un futuro migliore, lasciando libero spazio all’immaginazione” – I Pesci Solubili sono, come tra l’ altro suggerisce il vostro nome, tra gli ultimi surrealisti?

Certo, noi ci sentiamo un po’ surrealisti, anche se il “sognare qualcosa di migliore” è un discorso che va oltre all’essere surrealisti. Non siamo i primi e speriamo di non essere nemmeno gli ultimi a farlo! Sognare è importante e cerchiamo di trasmettere questo messaggio anche musicalmente oltre che a parole.

Liberare l’inconscio, non avendo tematiche in cui rilegarsi, è una delle caratteristiche del surrealismo. Vale lo stesso per il vostro processo di scrittura e produzione musicale?

Sicuramente. La maggior parte delle nostre canzoni nascono libere da ogni schema, sono frutto di idee che vengono sviluppate senza partire da congetture preesistenti. Cerchiamo semplicemente di creare canzoni che ci rispecchino e che allo stesso tempo siano qualcosa di originale. L’inconscio che si libera si può notare soprattutto nei bruschi cambi musicali… si passa da momenti psichedelici a suoni energici e rabbiosi senza il minimo criterio.

Cosa dobbiamo aspettarci da Tacet, in uscita il 7 agosto?

Tacet è un EP variegato: alcune canzoni sono più psichedeliche, altre più melodiche, una quasi punk. Nonostante ciò è un disco compatto dove, in un modo o nell’altro, prevalgono sempre due sentimenti: la rabbia e la speranza. Queste due componenti si rapportano a tematiche più generali e considerazioni sulla società odierna, senza tralasciare alcuni riferimenti storici.

Ci sono state influenze per la produzione di Tacet?

La cosa bella dei Pesci è che siamo tutti estremamente differenti, le varie influenze si fondono e talvolta nascono cose interessanti. Credo che questo in Tacet si senta molto. Io ho come modello di riferimento i cantautori italiani, passati e presenti, e tutta la scena musicale nazionale che banalmente chiamiamo indipendente. La band che mi ha influenzato di più è probabilmente Il Teatro degli Orrori, con cui avremo l’onore di suonare proprio al Filagosto Festival. Gabriele (chitarra) ha influenze diverse, e forse sono quelle che nel disco si sentono di più. I pezzi melodici sono ispirati dai R.E.M., quelli più psichedelici si rifanno ai The Verve e ai Mars Volta. Francesco (batteria) va matto per i Pink Floyd e i Dream Theater, e la cosa si rispecchia nel suo modo di suonare. Alessio (basso), che insieme a me ha scritto i testi dei pezzi che si trovano sul disco, ascolta tra le altre cose anche parecchio hip hop, tanto per farti capire quanti generi differenti e quanti interessi personali si trovino alla base delle canzoni dei Pesci e del disco.