Tre ragazzi, la loro immaginazione e l’Hype di Mantova (ormai punto di riferimento per gli amanti del brit-rock, del glitter e delle camicie paisley…). I Plastic Light Factory sono tutto questo. Psichedelici e sognanti, ti coinvolgono con ritmi dance, suoni effettati e luci, tante luci. Let’s Dance!

Raccontateci un po’ chi sono i Plastic Light Factory…

I Plastic Light Factory sono nati nel 2011. All’inizio eravamo un duo di compagni di classe composto da chitarra e basso che, alienati dal resto dei coetanei assidui frequentatori di discoteche locali, si ritrovava in una mansarda buia e polverosa con il pavimento ricoperto da pedali a provare lunghe e dilatate suite strumentali. In seguito sono arrivati i testi e abbiamo iniziato a dare forma ai brani concentrando le nostre idee in composizioni più pop. Di conseguenza Moritz (chitarrista e cantante) ha assunto la leadership del gruppo e con l’ingresso di Andrea alla batteria abbiamo consolidato la formazione in un efficiente power trio fortemente caratterizzato dal basso effettato di Alessandro. Poi sono arrivati l’Hype, le camicie paisley, i glitter… e siamo diventati una band. Nel nostro nome è volutamente presente la parola “light”, che in qualche modo allude ai light show che accompagnano i nostri live.

Il vostro suono è fresco, psichedelico e scanzonato. Al primo ascolto sembra di sentire gli Arctic Monkeys. Vi sentite vicini al rock inglese?

Il mondo dell’indie rock inglese da classifica, se così lo vogliamo chiamare, è da dove veniamo. Il riferimento ai Monkeys non è casuale, probabilmente sono la band che più ci ha “sconvolti” durante la nostra formazione musicale e sicuramente hanno lasciato una traccia indelebile nella nostra musica. In qualche modo ci hanno spronato a lasciare le consolle dei videogames e ad imbracciare le chitarre. Di questo gli siamo sicuramente riconoscenti, a loro ma anche a band come i Libertines che di sicuro sono stati i capostipite di un genere ed hanno contribuito molto al rinnovamento del rock di matrice anglosassone. Tuttavia attualmente ci sentiamo artisticamente più affini a band come Creation o Small Faces, se proprio dobbiamo fare nomi, ed in generale a tutta quella che è la Nuggets Generation. Penso che sia questa tendenza a tenere un piede ben saldo nelle proprie radici ma allo stesso tempo guardandosi all’indietro per rinnovarsi a caratterizzare il nostro sound.

Hype è quel fenomeno d’attesa che spesso precede l’uscita di qualcosa. Il vostro Hype invece?

L’Hype è la nostra casa, la nostra scuola, dove abbiamo coltivato il nostro pubblico. Il posto migliore in cui comporre e trovare ispirazione. Probabilmente senza l’Hype saremmo una band diversa. Abbiamo deciso di dare questo nome al nostro EP d’esordio per celebrare una fase della nostra carriera artistica raccontando una storia fatta di suoni e di testi. Per farvi un’idea di che posto sia guardate il video di “Jakiteko”.

Venite da Mantova, una realtà piccola ma brulicante. Credete che anche il «fuori» Milano e Roma possa sperare di emergere a livello nazionale?

Oltre alla scena artistica che si è sviluppata attorno all’Hype, ma che tuttavia coinvolge principalmente band di altre città, vediamo Mantova come una città musicalmente spenta. Carente di idee ma soprattutto di spazi. Le uniche realtà locali che si distinguono sono a nostro parere i Bee Bee Sea per il cantato in inglese e I Barbari per quello in italiano. Se Mantova in sè non è certo candidata a porsi come alternativa a grandi centri d’aggregazione come Milano e Roma tuttavia riteniamo che la scena cittadina più florida sia attualmente quella bolognese, soprattutto grazie all’enorme influenza esercitata da locali come il Covo Club e personaggi come Jonathan Clancy. Tra le realtà più influenti del panorama italiano segnaliamo anche quella che gravita attorno al TUP studio di Ale Lonati e Brown Barcella, dalla quale proviene il nostro disco e quelli dei già citati Bee Be Sea, oltre che i lavori degli alfieri bresciani dello shoegaze made in ’90 Hidden Hind e la cantante vintage pop Tight Eye.

Jakiteko e Robyn sono in circolazione da un po’, mentre Hype uscirà solo il 5 Ottobre. Avete qualcosa in programma per ingannare l’attesa?

L’EP uscirà ad ottobre ma sarà anticipato dai video dei singoli “Robyn” e “Colour Of The Morning”, il primo disponibile dal 22 Giugno mentre il secondo uscirà a fine estate. Contemporaneamente stiamo operando sul fronte live per i mesi estivi (tra cui Santeria Social Club il 14.07 e La Base il 22.07) soprattutto per la programmazione del tour invernale che accompagnerà l’uscita del disco. Inoltre lavoriamo instancabilmente alla composizione di materiale per i nostri prossimi lavori. Stay tuned!

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