Arrivare ad Artico Festival significa godersi la giornata sulla cima di una collina gigante in mezzo alle vigne del Barbera, circondata da una piacevole schiera di alberi e dominata da un castello in mattone rosso. Appena iniziano i concerti al tramonto il palco inizia ad essere circondato dalla folla.

Anche quest’anno il Festival organizzato dai ragazzi di Switch On Future non delude le aspettative e ci regala una due giorni coi fiocchi, immersi nel verde del parco della Zizzola a Bra (CN).

 

Al secondo e ultimo giorno sale sul palco Gigante. Accompagnato da basso batteria e synth, imbraccia l’ukulele sfoggiando una camicia degna di Magnum PI. Inizia il concerto e subito il pubblico viene avvolto da un sound a cavallo tra Beirut, Iosonouncane ed il sentore malinconico delle giornate invernali. I suoni spessi dell’elettronica si uniscono hai groove serrati di batteria e basso, senza lasciare spazio a nessun tipo di dinamica. Ronny Gigante armonizza il tutto sfruttando la proprio voce effettata, come se fosse un sesto strumento. Il momento clue arriva in chiusura con la cover Ken Il Guerriero di Claudio Maioli. Il cantautore riesce ad empatizzare col pubblico strappando un sorriso. Finito l’ultimo brano, Gigante ringrazia per poi lasciare il posto ai Dunk.

La band sale sul palco con una cazzimma tale da far accalcare tutto il festival sotto il palco poco dopo aver iniziato il set. 4 musicisti: i fratelli Giuradei alla chitarra e synth, Luca Ferrari (Verdena) alla batteria e Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi) alla chitarra. Un mix di alt-rock, sonorità etno-folk e riverberi elettronici. Il quartetto conquistata per tecnica e furore, alternando armonie delicatissime e momenti tirati come un carro armato (rock) in rotta di collisione. Finiscono il set lasciando un fuoco vero sul palco e nelle voci del pubblico che scalpita per un bis.

Dopo la botta dei Dunk, il main guest non si fa aspettare: Colapesce. Fresco di un nuovo album, prodotto con Iosonouncane, calca la collina dell’artico festival accompagnato da cinque musicisti, tra cui la polistrumentista e cantante Adele Nigro (Any Other). Insomma, un vero squadrone musicale, vestito in abito talare . Le premesse sono ottime e in poco tempo riescono a confermarle. Il live è un concentrato del nuovo e vecchio Colapesce che sfoggia un look da sacerdote in tunica bianca in contrasto con un grottesco copricapo a forma di testa di pesce spada. Di fatto ai brani strumentali chitarra e voce si alternano i nuovi pezzi dalle basse vibranti ed il tiro pop-dance. Le nuove tracce Totale, Ti Attraverso  e Pantalica sono parte di un set ben strutturato su disco e perfetto per essere esportato live. ll cantautore siculo, circondato da un pubblico assorto, completa infine la performance con una dissacrante distribuzione delle ostie. Ma in fondo non siamo tutti un po’ infedeli?

 

Davide Felletti

Photo credits: Federica Vismara 2018

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